— Comunicato Stampa —
autore: redazione
data: 16/02/2026
La società civile s’incontra al Seminario Interdiocesano Regina Apostolorum di via Louis Braille a Catania nell’incontro “La centralità delle periferie”, all’insegna dello spirito di sviluppo inclusivo, sostenibile, discusso da note figure della società civile catanese ed etnea, provenienti da vari campi settoriali differenti: il presidente dell’Associazione Attivismo Civico Franco D’Amore, la responsabile dell’Aps Le Ali di Ele Caterina Tripi, il già presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania e già consigliere comunale nel capoluogo etneo Luigi Bosco, il cassazionista Mario Brancato, il referente di Comitati di Quartiere Ivan Vanin, il consulente legislativo Emanuele Pezzino, il sociologo già deputato regionale Marco Forzese, mentre moderatore è stato l’attore Sandro Vergato; presenti anche come ospiti la delegazione di Cisal Catania con il segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo, piuttosto che altri amministratori territoriali e rappresentanti dell’associazionismo.
“Una città che vive ormai sulle periferie, perché il centro pian piano negli anni si è spopolato, sta diventando una vetrina, un salotto per i turisti, con tutte le difficoltà per i cittadini che rimangono e questa è una questione, sembra marginale ma è fondamentale” – commenta il consulente legislativo Emanuele Pezzino – “le periferie ormai oggi sono il cuore pulsante come lo sono state anche in passato come lo è stato anche San Cristoforo, così come tutte le altre aree periferiche sviluppate nel tempo con la Città Metropolitana, fino a finire a Librino e San Giovanni Galermo che rappresentano delle appendici. Ecco oggi nelle periferie si vivono delle difficoltà, al degrado, questo deve essere focalizzato maggiormente da coloro che fanno politica e amministrazione” – infine egli conclude – “dal punto di vista tecnico abbiamo dei bandi che dovranno essere destinati dal Governo e da un punto di vista europeo sulle periferie e dobbiamo essere capaci di attrarre e di renderli virtuosi che possano anche trovare posti di lavoro che permettono a tanti giovani di avere stabilità e non di fare attività non consone per una società civile”.
“Apprezzo il fatto che in un momento di silenzio generale ci sia qualcuno pensi alle nostre periferie e dei nostri giovani” – dichiara l’ingegnere Luigi Bosco – “sia che sono costretti ad andare fuori, sia di quelli che rimangono nelle nostre periferie con alto tasso di evasione scolastica e che se non seguiti attentamente possano cadere in mano ad organizzazioni malavitose. La possibilità di creare condizioni di sviluppo del lavoro ritengo sia fondamentale per salvare questi giovani con sviluppo adeguato del nostro territorio” – poi egli prosegue – “le infrastrutture che si possono fare sono notevoli: ci sono operazioni da fare per la messa in sicurezza da rischio idrogeologico e sismico e tante altre iniziative che potrebbero creare in tempi brevi se supportati da sistemi di appalto dei lavori e di progetto adeguati potrebbero creare condizioni di sviluppo della nostra terra”.
“Il problema delle periferie è un problema reale in ogni città e in ogni paese” – esordisce il giurista Mario Brancato – “io ho avuto modo di verificarlo sia su Catania, prima di venire qui facendo un giro nelle periferie catanesi vedendo lo stato di abbandono – poi Mario Brancato commenta anche la situazione puntese – “Quello che mi è dispiaciuto è che anche a San Giovanni La Punta in tutte le zone, le periferie non sono per nulla curate sul punto di vista della pulizia, dello scerbamento non fatto, problematiche da affrontare che la politica deve risolvere”.
“Siamo stati coinvolti come associazione portando la voce di le ali di Ele per dire che di periferico non ci deve essere la disabilità, essa deve essere sempre al centro e quindi che siano strutture adatte a tutti perché una società inclusiva deve rispettare i diritti di abitabilità e accessibilità, di fruizione di servizi anche di famiglie con disabilità motivo per cui ho voluto essere voce di questo” dichiara Caterina Tripi di Le Ali di Ele.
“Cisal Catania già da tempo” – sottolinea il sindacalista Giovanni Lo Schiavo – “ha analizzato il tema delle periferie intese non solo come luoghi geografici ma come territori marginali che richiedono una visione molteplice di tutti i fattori sociali ed economici ad essi connessi” – poi egli propone – “Sul punto, a nostro avviso, le politiche di recupero urbane e i provvedimenti legislativi non hanno centrato l’obiettivo di riorganizzare un “welfare” territoriale adeguato ai nuovi bisogni, motivo per cui, ad opinione di Cisal Catania diventa necessario rigenerare il tessuto sociale, legando il recupero dello spazio fisico a progetti di riqualificazione che, attraverso nuove politiche abitative e della mobilità, siano di sostegno alla povertà, ai servizi scolastici, di aiuto alle attività economiche, funzionali, alla centralità delle comunità locali dove più forte è il disagio” – infine egli conclude – “A tale riguardo non appare superfluo evidenziare che investire sulla centralità periferica è fondamentale per ricucire il tessuto urbano e ridurre le disuguaglianze; utile, inoltre a combattere lo spopolamento e a valorizzare i territori marginali. Per tali ragioni, l’ attività sindacale svolta quotidianamente dalla nostra confederazione etnea, è incentrata sulla solidarietà e l’integrazione”.
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